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Sferro e i suoi abitanti segnati per anni
dal fatto che le loro case sorgono su un terreno demaniale: impossibile
descrivere l'ansia e l'angoscia degli ultimi venti anni, nel non
conoscere quale sarebbe stato il futuro loro e del villaggio, legato
alle opere che in anni di fatica avevano eretto.
Adesso c'è la disperazione delle famiglie che non sono in grado di dare
all'ente demaniale quanto richiesto per la dismissione delle case
e le preoccupazioni di quelle che per far fronte alle richiesta si
stanno indebitando; ma come considera la giornalista Mary Sottile,
del giornale La Sicilia, nell'articolo apparso sul quotidiano il
31 agosto 2005, "chi abita qui dovrebbe essere ritenuto un eroe,
da premiare per non aver abbandonato questo piccolo borgo, e invece
viene quasi costretto ad abbandonare le case". |
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| LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA
REGIONE, SALVATORE CUFFARO |
Signor Presidente, le scrivo in merito alla vendita
delle case e dei terreni demaniali siti nel villaggio Sferro, comune di Paternò, provincia di Catania. Il prezzo stabilito dall'ente ci ha
trovato del tutto impreparati e gettato nella disperazione le famiglie
meno abbienti.
Nello stabilire tale prezzo non si considerato una serie di fattori:
abitiamo tali case da ben tre generazioni, nella maggior parte dei casi
da quando il villaggio fu fondato; tutte le opere, ampliamento del
nucleo originario della case, con l'aggiunta di servizi,
ristrutturazione e manutenzione della parte antica della case è stato a
carico nostro, mentre gli enti proprietari se ne sono sempre
disinteressati.
Dopo la guerra gli abitanti ricostruirono il villaggio, danneggiato dai
bombardamenti.
Gli attuali abitanti sono i fondatori delle comunità e da un punto di
vista etico non sarebbe giusto separare dalla comunità nessuno degli
abitanti sottraendogli l'abitazione.
Se tutto, in una nazione civile come la nostra, va fatto in bene del
popolo, non so quale vantaggio deriverebbe alla regione o a qualche
altro ente che alcune famiglie perdano la casa, anzi questo potrebbe
generare un problema in più.
Per le ragioni esposte noi rivendichiamo il diritto morale di continuare
ad
abitare le case che abbiamo costruito o curato da decenni, lungo ben tre
generazioni e chiediamo nell'acquisto agevolazioni, in modo che le
famiglie
meno agiate riescano a entrare in possesso delle case o comunque
soluzioni
tali che garantiscono tale diritto.
Siamo sicuri che soluzioni del genere esistono e possono essere attuate.
So che probabilmente una cosa del genere non è possibile, ma dovrebbe
venire a Sferro e ascoltare le famiglie coinvolte per rendersi conto del
loro
stato d'animo, dell'angoscia che essi vivono.
Spero molto che questo appello venga accolto e che le faccia qualcosa
per noi.
Ringraziandola per l'attenzione, le invio cordiali saluti.
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| L'ARTICOLO DELLA GIORNALISTA MARY
SOTTILE |
La Sicilia 31 agosto 2005
Paternò. Un Capitale per una abitazione
a Sferro
Le circa 35 famiglie che abitano il borgo lanciano l'allarme: le
loro abitazioni sono state messe in vendita dalla Regione a prezzi per
loro troppo alti: "Se non paghiamo la nostra casa sarà messa all'asta" |
La casa e la terra. Gli unici beni che hanno e che ora
rischiano di perdere.
E' l'incredibile situazione in cui si trovano gli abitanti della
frazione paternese di Sferro. Da quando la Regione siciliana,
proprietaria degli immobili della zona, ha deciso di vendere tutto.
Nulla di strano se non fosse per il prezzo fissato per la vendita... ,
da versare in una soluzione.
Cifre incredibili se pensiamo che i prezzi si riferiscono ad abitazioni
vecchie (prive al principio anche dei servizi igienici), tenute in piedi
nei decenni per l'opera di cura e ristrutturazione effettuata dagli
stessi residenti (lavori non indifferenti, soprattutto dopo i
bombardamenti della seconda guerra mondiale), che ci troviamo in piena
campagna, distante dal centro dal centro paternese circa 15 Km. A questo
deve aggiungersi che, grazie a un condono, i residenti hanno versato in
passato, sempre alla Regione Siciliana, una somma di diversi migliaia di
euro, come corrispettivo dell'affitto. Come se no bastasse, deve
sottolinearsi come il borgo è privo di tutto, a parte una chiesetta, un
panificio e due bar.
Spariti, negli anni, la scuola, l'ufficio postale, la stazione della
ferrovia dello Stato e il medico, mentre non sono mai esistiti una
condotta idrica (l'acqua arriva con le autobotti), una condotta
fognaria, una farmacia, una macelleria, un supermercato, le piazze e un
centro di ritrovo.
Insomma, chi abita qui dovrebbe esser ritenuto un eroe da premiare per
non aver abbandonato questo piccolo borgo d'epoca fascista, e invece
viene quasi costretto ad abbandonare le case. Una situazione che ha
gettato nel più assoluto sconforto gli abitanti (circa trentacinque
nuclei familiari), quasi esclusivamente agricoltori che non hanno i
mezzi per pagare tali cifre.
"Ci hanno detto, dicono preoccupati, che se non paghiamo la nostra casa
verrà messa all'asta. Non sappiamo più cosa fare. Negli anni abbiamo
speso tutti i nostri risparmi per sistemare queste abitazioni e pagare
il condono, ora non possiamo permetterci di pagare queste somme".
La loro è una urgente richiesta d'aiuto inoltrata tramite missiva anche
al presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro...
Mary Sottile |
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Puoi aiutarci nella nostra causa indirizzando una
e-mail al presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro,
esprimendo la tua solidarietà nei nostri confronti.
dilloacuffaro@regione.sicilia.it |
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| Passeggiando per il villaggio |
Mille dubbi e mille domande nella mente. Molti perché.
Perché fino all'ultimo ci hanno fatto credere che il prezzo delle case
sarebbe stato irrisorio, simile a quello che si paga per le case
popolari.
Lo avevano detto di fronte alle lacrime delle povere vedovi piangenti,
per la paura di perdere quello che avevano.
Non voglio vedere la sofferenza e l'inquietudine nel volto di mia madre
ed esco fuori, passeggio per il villaggio, ma le stesse paure, le stesse
inquietudini le ritrovo nella gente che incontro e nei loro discorsi.
"Non ho una lira, devo trovare qualcuno che mi presta il denaro".
Molti hanno costruito nel tempo aziende, che fino agli anni settanta o
ottanta avevano prosperato, ma adesso con la crisi dell'agricoltura
riescono a mala pena a sopravvivere.
Neppure a me bastano i soldi e non penso che qualcuno, banca o ente, sia
disposto a farmi un prestito.
Penso al mio povero padre, che nel '78 costruì la casa indebitandosi con
un usuraio.
Famiglia di un onesto contadino, vivevamo in una casa di pochi metri
quadrati, costruita durante l'epoca fascista. Non so quando mio nonno
venne ad abitare nel villaggio, ma mio padre ci trascorse l'intera vita
(80 anni).
Per sopperire alle nostre esigenze ampliò la casa, costruì i servizi, le
fognature e il pozzo, perché mancava l'acqua corrente.
A pensarci fu una follia, perché con i soldi spesi avremmo potuto
acquistare un appartamento nel paese vicino; ma comprendo mio padre: è
qui che voleva vivere e non esisteva altra possibilità che edificare su
quel terreno demaniale, e che pure negli anni avevamo considerato come
qualcosa che ci apparteneva.
Fece tutto per noi: non vorrei che in cielo vedendo la disperazione
nostra muoia una seconda volta. Non accadrà! C'è una speranza. So che
qualcuno ci aiuterà.
Una vera ingiustizia come negli anni siamo stati trattati, una
ingiustizia è questa vendita improvvisa. Mi ritrovo a dover comprare,
oltre la casa, circa 2000 mq di terreno agricolo che è diventato
edificabile. Il demanio non vende terreno agricolo!
Passeggio. Un signore grasso, con la pancia che ballonzola vistosamente,
attrae la mia attenzione. Mi distrae dal problema, no.
Passo davanti a una casa e un'azienda agricola: il proprietario,
disperato anche lui. Non possiede la cifra richiesta per l'acquisto
dell'azienda e non sa dove prendere i soldi.
Ha sempre lavorato la terra, vissuto qui, amato questo posto, non
potrebbe immaginare una vita diversa, in un altro posto e io sono sicuro
che ne morirebbe.
E' un contadino rude che dice quel che pensa e non riesce a reprimere i
propri sentimenti e lo scontento e la rabbia gli si legge subito nel
volto.
E' andato negli uffici del demanio: gli hanno fatto una colpa quella di
essere povero, di non essersi arricchito come altri che hanno pagato.
E' una colpa la povertà? Sarebbe colpevole la maggior parte delle
persone nel mondo.
Eppure ho visto questo uomo lavorare infaticabilmente fin da bambino di
giorno e anche la notte.
Gli rimane l'azienda, le macchine che ha comprato per il suo lavoro e
che spera un giorno siano un mezzo per sopravvivere anche per i propri
figli.
Qualcosa sta cambiando in me o come tante volte accade, in certe
circostanze, si scoprono improvvisamente sentimenti ed emozioni.
E' già sera: le stradine del villaggio suono vuote e le casette
illuminate.
Oh Dio, quasi piango. Amo questo posto, le casette, i giardini, la
gente, la mia casa.
Amo il luogo dove sono nato e ho vissuto, dove ho sofferto, pianto, ma
dove anche sono stato felice.
Una immagine mi viene in mente: un lontano giorno di giugno, con il sole
giallo, raggiante nel cielo, e mio padre speranzoso che teneva me,
bambino, per la mano di fronte a un campo di grano maturo. |
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Sto trasformando questo sito in una specie di Blog. In
fondo, però, comunicare e ciò che ho sempre desiderato.
E' passato un giorno da quando ho cambiato la pagina iniziale del sito
Sferro, incentrandola sul problema della vendita delle case.
Dovendo scegliere una nuova cartella, ho messo il nome "sito speranza".
Tra le e-mail di quelli che hanno risposto, mi ha colpito la frase che
riporto:
"..è una storia molto brutta, delicata e triste che sa quasi
dell'incredibile. Vi auguro tantissima fortuna e sono sicuro che
riuscirete a far valere i vostri diritti!"
E sì, è una storia brutta, che ha quasi dell'incredibile.
Verso le 4 del pomeriggio sono uscito e stato fuori fino a tardi;
speravo di distrarmi, ma l'angoscia non mi ha lasciato un momento.
Ho la fortuna rara di avere un grande amico: spesso quando ho problemi
gravi o sono angosciato la sua presenza mi aiuta molto e mi accade di
sentirmi come avvolto da un grande calore, un affetto che fa dimenticare
il resto.
L'estate sta per finire. Non amo particolarmente l'estate: il caldo e il
sole mi danno fastidio. Penso che tutte le stagioni abbiano un fascino,
anche l'autunno e l'inverno. Non sono una persona solare e amo molto la
notte.
Di girono in estate non si vive molto bene nel villaggio, troppo caldo,
troppa afa e soprattutto polvere, ma le notti, in genere fresche per
l'umidità dell'abbondante vegetazioni, sono magiche.
Il villaggio cade in un'atmosfera surreale e il silenzio è rotto
soltanto dal gracidare delle rane degli stagni e dallo stridere dei
grilli e dal verso di altri strani animali che neppure riesco a
immaginare.
E' incredibile la varietà di animali e insetti, a volte stranissimi, che
popolano il mio giardino. A volte quando ho bisogno di stare da solo e
faccio una passeggiata
in giardino mi capita di stupirmi vedendo un insetto, un fiore o una
pianta che non avevo mai notato prima.
Chissà che ne sarà del mio giardino. Non c'è di peggio che vivere
nell'incertezza del domani e non poter pianificarlo, come tutti se pur
inconsciamente fanno.
Confesso che avevo un sacco di progetti per il mio giardino, ma ormai è
perso e i sogni svaniti.
Mi piacerebbe che, non potendolo acquistare, il comune lo trasformasse
in un piccolo parco.
Domani il legale che mi assiste proporrà nuovamente di separare questo
terreno dall'abitazione. Se lo faranno, sarò almeno in grado di
acquistare la casa che mio padre ha edificato e potrò continuare a
vivere qui, insieme alle persone che amo, dove ogni cosa mi appartiene,
poiché legata ai miei ricordi.
Non ho altro desiderio che continuare a condurre la vita che ho fatto in
questi anni, con qualche pensiero e angoscia in meno.
Alcuni mi hanno offerto il loro aiuto, ma viviamo in un'epoca, in una
nazione dove anche un cavillo può pregiudicare la felicità e il futuro
di una persona o una famiglia. |
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Ogni
prima domenica di maggio si svolge la tradizionale festa del patrono del
villaggio , San Giuseppe.
Siete tutti invitati a partecipare.
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Lavori per la realizzazione della condotta
idrica: il punto della situazione in un articolo di Mary Sottile
leggi
E' stato cancellato il progetto della realizzazione del centro di
compostaggio in contrada Aquila.
Leggi l'articolo di Mary
Sottile
Un articolo della giornalista Mary Sottile sulla grave situazione dovuta
al malfunzionamento delle linee telefoniche nella frazione e nel
territorio di Sferro.
leggi
30 giugno 2007 - Foto e descrizioni riguardanti la situazione di
degrado del villaggio Sferro.
leggi |
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28 luglio 2007 - Problema della sicurezza a Sferro
Entra nel villaggio dalla statale a velocità folle, sbanda, si mette di
traverso, sbatte col posteriore e sfonda una
ringhiera.
Il botto tremendo fa accorrere decine di persone.
Lui esce dalla macchina come nulla fosse accaduto (tanto non era quella
nuova), entra nel tabacchino, a cui ha appena sfondato la ringhiera,
compra le sigarette e se ne va senza nemmeno chiedere scusa.
Un matto, un caso isolato. No, percorrere le vie del villaggio a
velocità folle sta diventando una norma, con grave pericolo per
l’incolumità degli abitanti e specialmente dei
bambini, che non possono giocare tranquilli nemmeno sui marciapiedi….
leggi sul problema della sicurezza nel villaggio Sferro
Alcuni abitanti di Sferro, clorati, non sono soddisfatti della struttura
idrica costruita di recente.
In particolare si lamentano della qualità dell’acqua con cui, tramite
autobotti, si riempiono le vasche e dell’eccesso di cloro immesso.
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23 Dicembre 2007
Un nuovo articolo sul giornale La Sicilia della
giornalista Mary Sottile, che illustra la
situazione nel villaggio per quanto riguarda i servizi (telefonia,
posta) e molte altre
situazioni, i quali provocano forti disagi a chi vive o lavora nella
frazione.
La giornalista conclude ricordando che
"la vicenda che li ha visti protagonisti qualche anno fa, quando la
Regione, proprietaria degli immobili aveva annunciato la vendita, non è
ancora conclusa, mentre i cittadini attendono".
Per noi che aspettiamo e viviamo nella speranza di una decisione
positiva che concluda la vicenda un natale angoscioso, non lieto come lo
vorremmo.
Finora non abbiamo ricevuto altra comunicazione ufficiale, ma si tengono
in conto e ci fanno davvero preoccupare alcune notizie che alcuni
diffondono.
Non sono
mai notizie buone (chissà perché) ed è difficile spesso verificare se
esse sono vere o false.
Vivere in questo modo da un punto di vista psicologico, considerato che
siamo
provati da anni, non ci fa bene.
Si tenga conto che il servizio postale non funziona e che la posta
non viene sempre consegnata o non viene consegnata puntualmente.
Questo è un fatto grave.
Personalmente qualche tempo fa ho avuto difficoltà con i pagamenti,
poiché per bene quattro mesi le bollette non sono arrivate.
Altre persone hanno avuto in questi anni gravi problemi a causa dei
continui guasti
alla linea telefonica e al servizio postale.
Riguardo ai lavori che dovrebbero essere fatti in modo che il villaggio
abbia un aspetto dignitoso, siamo consapevoli che si vive in un periodo
in cui le risorse sono limitate.
Mi rifiuto di pensare, tuttavia, che questo sia dovuto, come alcuni
affermano, al fatto che costituiamo una forza elettorale alquanto
modesta.
Sferro è una frazione di Paternò, cominciate a pensarla come fosse
attaccata alla città e non così distante.
leggi articolo.
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Dicembre 2007
Il nuovo logo del sito Sferro.it, tanto per togliere la r in più,
frutto del processo di interpolazione con cui si ridimensiona una
immagine aumentandone la larghezza, potrebbe essere l'immagine in basso
a sinistra?
Darebbe l'immagine di un
villaggio triste, diverso da quello di una volta.
Almeno rispecchia lo stato d'animo di alcuni di noi, meno fortunati...
Beh, devo parlarne con il mio webmaster.
Il sito non è un granché, ma non abbiamo speso una lira per
costruirlo... e a dire il vero neppure ci si è sforzati molto.
In futuro magari ci sarà un impegno maggiore per renderlo più attraente
e professionale.
Auguro a tutti un buon Natale e un felice anno nuovo.
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Giovanni
e Cristina gestiscono una piccola tabaccheria nel villaggio.
Giovanni fa moltissimo per ottenere la Lottomatica.
C’erano problemi diversi da affrontare, oltre la normale burocrazia, il
fatto che mancava la comunissima linea ISDN per il trasferimento dei
dati digitali, ma alla fine il problema viene risolto.
E’ un successo all’inizio e la possibilità di giocare attrae molti più
clienti.
Tutto bene fino a quando la linea telefonica non inizia a guastarsi: la
centralina è obsoleta, malandata e i tecnici non vogliono sostituire i
componenti mal funzionanti.
Infine la tragedia dei furti dei fili di rame lascia il villaggio mesi
senza linea telefonica.
Il danno è enorme per la piccola attività di Gianni e Cristina, ma anche
le altre aziende del villaggio e quelle nei dintorni si trovano in
forte difficoltà (Alcuni hanno chiesto i danni alla Telecom e hanno
vinto la causa)
Iniziano le proteste dei
cittadini: la giornalista Mary Sottile si occupa del caso e scrive
diversi articoli sul giornale la Sicilia, inoltre gira un filmato,
mandato in onda su una tivù locale, dove Giovanni e Cristina
intervistati hanno modo di esprimere il loro disagio.
Passa il tempo, la linea viene finalmente ripristinata, i clienti
lentamente cominciano a tornare, ma nel mese di agosto, un fulmine a
ciel sereno: la Lottomatica decide di revocare la licenza, a causa
del mancato raggiungimento del budget minimo previsto.
Fra l’altro pare che essi debbano pagare allo stato anche la
scorta di biglietti che non hanno potuto vendere, a causa della
interruzione del servizio da parte della Lottomatica!
Ecco la rabbia, il danno e la beffa.
Cristina ha voluto esprimere con questa lettera il proprio dissenso, con
lo stato d’animo di chi si sente vittima di una profonda ingiustizia.
Noi siamo vicino a loro, nella speranza che la decisione venga revocata
ed essi possano continuare il loro lavoro, i loro clienti tornare, e gli
abitanti di Sferro poter usufruire di questo piccolo servizio.
Riporto la lettera:
Siamo una coppia esausta dalle mafie e dalle criminalità che ci
colpiscono.
Siamo una coppia, marito e moglie, che vive gestendo una piccola
tabaccheria in un piccolo villaggio, Sferro, una frazione di Paternò, in
provincia di Catania.
Nella nostra tabaccheria abbiamo pure la macchina del lotto, anzi
l’avevamo, dato che, a causa un po’ dei ladri di rame e della Telecom
che ci lasciava mesi senza telefono, anche nel caso di un piccolo
guasto, la Lottomatica ci ha revocato la licenza del lotto!
Ci provoca rabbia e non possiamo accettare questa decisione, anche
perché noi abbiamo molto protestato per queste continue interruzioni
della linea telefonica e lottato affinché il servizio fosse
ripristinato.
Ci hanno tolto i clienti, che venivano apposta da noi per giocare, e un
piccolo servizio, lo svago di poter giocare per gli anziani e gli
abitanti del villaggio.
Ci hanno tolto il lavoro, accusandoci di negligenza, ma non è stata
colpa nostra!
Tutto inizia nell’agosto del 2005 -ma anche prima la linea non
funzionava bene -, quando sono iniziati i furti di rame, e a causa del
mancato raggiungimento del budget previsto nell’agosto di quest’anno ci
hanno revocato la licenza.
Siamo andati all’ispettorato del lavoro, ma senza ottenere niente.
Si può accettare di pagare per la responsabilità altrui, per colpe che
non abbiamo?
Cristina Crispi
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Quanto abbiamo
lottato per questa 56k!
A dirlo, ho la 56k, ti prendono in giro e in effetti viene da ridere
pensare di poter fare qualcosa con una linea così lenta, ma essa, in un
villaggio come il nostro, è come un piccolo filo sottile che ti tiene
legato al mondo esterno.
Per noi è importante averla.
E' difficile vivere in un villaggio come Sferro: anche piccole conquiste
come quella del gioco del lotto finiscono per perdersi e pure usufruire
dei servizi di una comune linea telefonica è un lusso.
E' scoraggiante.
In generale, certamente non soltanto a Sferro, il cittadino, in un'epoca
che vede il trionfo dell'individualismo egoistico che si disinteressata
ai problemi dell'altro, si sente solo indifeso dinanzi anche al più
piccolo problema, a un cavillo burocratico, a una negligenza o
superficialità, che lo lascia eternamente sospeso e incapace di poter
programmare la propria vita e il futuro.
Vedi, oltre quello esposto sopra, il problema delle case che
riguarda alcuni cittadini del villaggio.
Spesso, come diceva qualcuno, è difficile stabilire torti o ragioni e
per questo ci sono i giudici, ma alcune ingiustizie sono così lampanti
ed evidenti! Tuttavia, probabilmente l'assenza di uno spirito di
solidarietà e di vero interesse verso l'altro, li fa sembrare poco
importanti o problemi trascurabili.
Di questa indifferenza possono invece avvantaggiarsi, agendo
indisturbati, persone che hanno interessi poco leciti, a danno dei
cittadini più onesti e sinceri.
Sferro non ha avuto mai un angelo bianco e probabilmente ne ha avuti di
neri.
Chissà!
Una persona che ci ha aiutato e che ha mostrato un sincero interesse
verso questa piccola comunità e che vorrei di tutto cuore ringraziare è
la giornalista Mary Sottile.
Vogliate ancora scusarmi per questo sito un po' troppo disordinato
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Qualcuno
si ricorderà quando il Professore Nino Tomasello scriveva sul giornale
Gazzetta Rossazzurra.
Articoli sportivi, ma anche culturali o sociali, e rubriche, come
"La buonagiornata".
In una edizione di questo giornale, che risale a molti anni fa, il
professore dedica un ampio articolo al villaggio.
Credo a qualcuno faccia piacere leggerlo e forse al professore, se
passerà di qui, farà piacere rivedere quella pagina.
Vi invito a leggere altri scritti sul sito
Paternonuova, dove il
professore è autore di meravigliose pagine che riguardano la storia, le
tradizioni, il passato delle città e dei territori della nostra isola.
Spesso si tratta di storie inedite, stupefacenti, che affascina e
incuriosiscono (storie di vicende antiche, in paesi come Centuripe,
il raccolto andato male, il problema delle tasse da versare
all'impero e tante altre storie, racconti e descrizioni), narrate con un
stile schietto, e scorrevole come se si trattasse di cronaca
dei nostri giorni.
Chissà dove le prende! Credo gli siano costati anni di ricerche.
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Articolo di Mary Sottile, pubblicato il 31 maggio 2009 sul giornale della Sicilia.
<<Mille tetti fotovoltaici>>. E’ l’iniziativa lanciata dall’assessore alla pubblica illuminazione per incentivare la diffusione dell’utilizzo del fotovoltaico e per raggiungere un doppio obiettivo: risparmi energetico e salvaguarda dell’ambiente. Il progetto concretamente mira, in questa prima sua fase, ad individuare, attraverso un bando di gara, la ditta che dovrà fare i mille impianti fotovoltaici. Successivamente, e questo dovrebbe avvenire entro l’estate, si aprirà la fase dell’individuazione dei cittadini che, in maniera assolutamente gratuita, beneficeranno dell’impianto.
Per i cittadini verrà stilata una graduatoria, anche se al momento l’assessorato non ha deciso quali parametri seguire per la scelta dei beneficiari.
Sembra, comunque, certo che un parametro sarà quello del reddito familiare, favorendo le famiglie meno abbienti.
Come detto, in questa prima fase, il progetto è rivolto alle ditte italiane ed europee che rientrano nella categoria E.S.Co (Energy Service Company) e che installano impianti fotovoltaici. Le loro domande di partecipazione al progetto dovranno arrivare entro il prossimo 25 giugno. Maggiori dettagli sul sito del comune di Paternç.
<<E’ un progetto importante e innovativo – evidenza l’assessore alla pubblica illuminazione, Luca Martino- Per una seria politica ambientale che si muova anche attraverso il risparmio energetico, il fotovoltaico diventa importante, soprattutto in una terra, come la nostra, dove le giornate di soleggiate rappresentano la quasi totalità dell’anno.
Contiamo di poter assegnare l’appalto e di poter redigere i parametri necessari per beneficiare dell’impianto entro l’estate>>
Per un cittadino che ne beneficerà un vero e concreto risparmio dato che attraverso l’impianto fotovoltaico avrà energia elettrica per la propria abitazione prodotta da una fonte alternativa (parliamo del sole) rispettando così l’ambiente.
Il servizio potrà essere richiesto non solo dai cittadini che hanno una casa singola ma anche dei residenti in cooperativa.
Mary Sottile.
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SOLITUDINE
E ANGOSCIA So
che è deprimente vedere da lontano nella notte l'isola che brucia.
Il senso di solitudine, il vedere com'è ridotto questo villaggio, una
volta vivo, fiorente, dà il senso della decadenza (Oh Dio non do la
colpa a nessuno di questo, sebbene responsabilità, com'è facile intuire,
ce ne siano). Non so come mi giudicano coloro che leggono questo
sito: forse un pessimista. Non lo sono, anzi ancora adesso riesco a
non esserlo, nonostante ci siano le condizioni e lo sia la maggior parte
della gente. Qualche tempo fa feci un sogno. Sognai il mio villaggio
immerso in una gran pace, ed era diverso nell'aspetto, così bello da
assomigliare a un villaggio nord europeo o inglese o di quelli piccoli
meravigliosi immersi nel verde che si trovano negli USA. Allora mi
convinsi che il sogno fosse una proiezione, giunta in sogno a me chissà
per quale strano caso, di un villaggio che si chiama Sferro, localizzato
alle identiche coordinate, ma che si trova in una dimensione parallela,
oppure che si trattasse di una proiezione futura. |
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CANI,
GATTI RANDAGI, PULCI E ZECCHE. Fino a poco tempo fa le
una delle poche informazioni su Sferro che si potevano ottenere
inserendo il nome nel motorie di ricerca google era che a nel
villaggio i cani venivano avvelenati o qualcosa di simile, non
ricordo bene. Spesso il villaggio diventa un grosso canile, con
decine di cani e gatti randagi, abbandonati qui. Il problema è anche
igienico, dato che questi animali favoriscono lo sviluppo di zecche e
pulci, animali che sono pericolosi per l'uomo. Il fenomeno del
proliferare di zecche ha assunto dimensioni preoccupanti in alcuni anni,
quando alcune strade e marciapiedi erano letteralmente pieni di questi
animali, che entravano anche nelle case. Il ricorso a disinfestanti
da parte degli abitanti è stato inutile, soltanto quando è intervenuto
il comune il problema è stato risolto. E' possibile che nei prossimi
giorni, date anche alcune condizioni favorevoli, si ripeta. Ci
aspettiamo che il comune provveda a una disinfestazione, dato anche che
da molto tempo, forse da qualche anno, non viene più effettuata.
26 luglio 2009
Dopo il nostra appello, la
disinfestazione è stata effettuata, ma bisogna che chi se ne occupa
tenga presente che si tratta di operazione da effettuare periodicamente.
Intanto in questo giorni il numero dei cani randagi abbandonati è
aumentato: questi animali si aggirano per il villaggio cercando cibo e
acqua, in condizioni penose.
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Una
delle cose più belle osservabili dal villaggio sono i tramonti,
specialmente verso la fine di luglio. Il sole spesso scompare dietro
una rupe, illuminandola in un caleidoscopio di colori.
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Vi invito a visitare il portale
www.paternesi.com, un
sito di culturale dedicato alla città di Paternò. |
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In
Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco (Ennio
Flaviano)
Dal secolo scorso, dal 1920, quando il
villaggio fu fondato, la mia famiglia custodisce il terreno dove abitiamo.
Una piccola casetta di pochi metri quadrati, circa 25, e un terreno attorno
fu dato ai contadini alla sola condizione che coltivassero il terreno.
Sono trascorsi molti anni, c'è stata la guerra, quelle piccole e fragilo
casette furono distrutte e danneggiate durante i bombardamente. Dopo la
guerra furono stanziati soldi per la ricostruzione delle zone rurali, ma a
Sferro non furono impiegati e gli abitanti ricostruirono a loro spese le
casette. Infine anni di tormenti, di speranze. I nostri padri sono morti
col desiderio di riscattare queste casette. Infine l'ingiustizia che ho
reso nota anche attraverso questo sito. Alcune famiglie non hanno
avuto ancora la gioia di poter riscattare la casa o meglio il terreno dove
sorge la propria casa e questo comporta molti problemi.
26 luglio 2009 |
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PREGHIERA PRIMA DI NASCERE
(di Louis Mac Neice)
Non sono ancora nato; oh, ascoltami.
Fa’ che il vampiro, il topo, l’ermellino o lo storpio demone
Non si avvicinino a me.
Non sono ancora nato; consolami:
Temo che la razza umana mi muri tra alte mura,
m’avveleni con forti droghe, mi adeschi con sagge
menzogne,
mi torturi su nere ruote, mi travolga in bagni di sangue.
Non sono ancora nato, procurami
l’acqua che mi culli, l’erba che cresca per me, alberi
che mi parlino, cieli che mi cantino, uccelli e una bianca luce
dietro la mia fronte che mi illumini.
Non sono ancora nato; oh, ascoltami,
Fa’ che l’uomo che è bestia o crede di essere Dio non si
avvicini a me.
Non sono ancora nato; oh, riempimi
Di forza contro chi vorrebbe gelare la mia
umanità e vorrebbe legarmi in una macchina di morte
E fare di me il dente di una ruota, una cosa
con una faccia, una cosa –e contro tutti quelli
che vorrebbero annullare la mia interezza e vorrebbero
coffiarmi come un cardo di qua e
di là o di qua e di là
come l’acqua raccolta nel cavo
della mano spargermi.
Fa’ che di me non facciano una pietra e non mi gettino.
Uccidimi altrimenti.
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